Indipendenza Finanziaria: al fuoco, al fuoco!

Non correte a chiamare i pompieri e non cercate un estintore. Non c’e’ alcun incendio di cui temere. Sta solo per accendersi un’idea in Italia. Si chiama FIRE, fuoco in italiano, acronimo che sta per “financial independence, retire early”. Tradotto: “indipendenza finanziaria, pensionamento anticipato”.

famiglia con indipendenza finanziaria libera di stare sulla battigia al mare,
indipendenza finanziaria

Il movimento ha avuto inizio negli Stati Uniti durante i primi anni del 2010. Le sue radici si possono già ritrovare negli anni 90. Lo scopo e’ di potersi permettere di smettere di lavorare da giovani e vivere di entrate passive, ovvero l’indipendenza finanziaria.

Uno stile di vita estremamente frugale e capacita’ di investimento sono, secondo il movimento, le chiavi per raggiungere questo obiettivo. Uno degli influencer più noti che ha dato le linee guida e spinta al movimento e’ il canadese Peter Adeney . Forse lo conoscerete attraverso i suoi post in Mr Money Moustache. Vi invito a visitarlo, come il sito Smettere di lavorare. Diretto da Francesco Narmenni epigono italiano e fautore della semplicità volontaria. In entrambi i blog troverete post utili a comprendere meglio questo modello di vita e come ottenerlo.

E’ davvero possibile toccare fuoco o ci si brucia?

Si può fare e i due blogger sopracitati ne sono l’esempio. Ma non tutti possono e chi puo’ lo fa seguendo svariate modalità . Molto dipende dalle entrate che si hanno, dagli asset che gia’ si possiedono, dal luogo in cui si vive ecc. E’ un percorso differente per ognuno e ripeto, non funziona per tutti. Proprio per questo tanti sono i detrattori e molteplici le critiche mosse nei confronti del movimento FIRE.

Personalmente ritrovo diversi principi lodevoli nell’idea ed anche il mio blog condivide alcune sue sezioni. Vedasi il mio interesse per case economiche al fine di abbattere le spese mensili e vivere semplicemente. Seguite questo link o quest’altro link per visionare alcune proposte in piccoli borghi. Ma la possibilità di ritirarsi a 40 anni o prima, mi sembra ancora molto difficile, almeno in Italia. Soprattutto perché per realizzare l’obiettivo bisogna prima avere un lavoro e nel nostro paese non e’ semplicissimo. Almeno non e’ condizione di molti avere un’occupazione stabile o ben retribuita da potersi permettere di risparmiare e ritirarsi presto.

I seguaci del movimento si inalberano quando vengono loro mosse delle critiche. Replicano a semplici osservazioni sul come facciano a vivere cosi’, con argomentazioni che non risultano realistiche ai più. Ad esempio sulla possibilità di avere un orto e risparmiare autoproducendo o non avere un’automobile. Tutte considerazioni valide e non, a seconda dei casi. Se vivo in città difficilmente posso avere un orto. Si’, ma potresti andare a vivere in campagna o coltivare sul balcone. Se il mio lavoro non e’ vicino casa, l’auto e’ inevitabile. Si’, ma potresti prendere l’autobus ecc.

Nonostante tali metodi siano efficaci per loro, le altre persone non li vedono tali, perché’ inapplicabili nel proprio caso specifico. In tantissimi vivono in condizioni che non consentono la liberazione dal “lavoro”, qualsiasi strategia provino, punto. Per cominciare direbbero: sarebbe bello trovarlo un lavoro!

Ora porre l’accento sul fatto che se non riesci e’ solo tua responsabilità, ecco questo e’ scorretto. Trasmette senso di colpa a chi non ce la fa, per giustificare il proprio modo di vivere. In molteplici casi vivere con poco e’ un obbligo perché non si e’ in grado di affrontare tutte le spese. Quante famiglie saranno vincolate al lavoro fino alla vecchiaia, nonostante risparmino? Investire per loro e’ inimmaginabile.

Quel che temo e che il FIRE risulti essere un semplice spot, che si rivolge a pochi fortunati. Quando potrebbe essere più’ verosimilmente lo spunto per esplorare alternative di vita. In un mondo in cui si incoraggia ad arricchirsi per accumulare cose costose e’ un messaggio certamente positivo. Potrebbe incentivare a porre l’attenzione su valori perduti come semplicità e qualità del proprio tempo.

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